Relamping LED industriale: come abbattere i costi di illuminazione nei magazzini

CosâÃĻ il relamping in un capannone industriale?
Nei moderni poli logistici, nei magazzini e nei grandi capannoni industriali, l’illuminazione puÃē incidere in modo significativo sui consumi energetici, soprattutto negli stabilimenti caratterizzati da lunghi periodi di funzionamento e da elevati livelli di illuminamento richiesti.
Molte strutture dispongono ancora di impianti realizzati con tecnologie tradizionali, come lampade a scarica o fluorescenti, che possono presentare consumi e costi di manutenzione superiori rispetto alle piÃđ recenti soluzioni LED. Il confronto, tuttavia, non puÃē basarsi soltanto sulla potenza delle lampade: ÃĻ necessario considerare l’intero impianto, le ore di funzionamento, le caratteristiche dell’ambiente e le esigenze di illuminazione.
à proprio da questa analisi che parte un intervento di relamping LED industriale. Per Eprogea, azienda specializzata nell’efficienza energetica ed ESCo certificata secondo la UNI CEI 11352, la sostituzione dell’illuminazione rappresenta infatti un vero e proprio progetto di riqualificazione energetica. L’obiettivo non ÃĻ semplicemente sostituire una lampada con un LED, ma progettare un sistema di illuminazione adeguato alle caratteristiche dell’ambiente e alle attività svolte, cercando il giusto equilibrio tra qualità della luce, consumi, costi di gestione e investimento iniziale.
Scopri nell’articolo che segue cosa comporta un intervento di relamping in un capannone industriale, quali sono gli aspetti da considerare e perchÃĐ affidarsi a una ESCo come Eprogea puÃē fare la differenza nella valutazione e nella realizzazione del progetto.
Relamping LED industriale e progettazione illuminotecnica
Uno degli aspetti piÃđ importanti di un intervento di relamping ÃĻ evitare che la sostituzione dei corpi illuminanti venga effettuata considerando esclusivamente la potenza elettrica.
Un apparecchio LED da una determinata potenza non ÃĻ automaticamente equivalente a un apparecchio tradizionale della stessa potenza o dello stesso tipo. Il confronto deve considerare, tra gli altri elementi, flusso luminoso, distribuzione fotometrica, altezza di installazione, uniformità dell’illuminamento, abbagliamento e caratteristiche delle superfici presenti nell’ambiente.
Per questo motivo, nei magazzini industriali ÃĻ opportuno procedere attraverso un progetto illuminotecnico e una simulazione del nuovo impianto prima dell’installazione.
L’obiettivo ÃĻ ottenere un’illuminazione coerente con le attività effettivamente svolte e con i requisiti applicabili al posto di lavoro.
UNI EN 12464-1: cosa prevede per l'illuminazione dei luoghi di lavoro?
Per la progettazione illuminotecnica dei posti di lavoro interni, un riferimento fondamentale ÃĻ la UNI EN 12464-1:2021, norma che specifica i requisiti di illuminazione per i posti di lavoro in interni in relazione alle esigenze di comfort e prestazione visiva.
La norma non stabilisce un unico livello valido per tutti i magazzini. I requisiti variano in funzione dell’area e dell’attività svolta. Tra i principali parametri da considerare nella progettazione illuminotecnica rientrano:
- illuminamento (lux), da valutare in funzione dell’attività e della superficie di riferimento;
- uniformità dell’illuminamento, importante per evitare differenze eccessive di luminanza e zone insufficientemente illuminate;
- resa cromatica (Ra), da scegliere in relazione alle caratteristiche delle attività svolte;
- abbagliamento, valutato anche attraverso il parametro UGR previsto dalla norma;
- caratteristiche dell’illuminazione delle superfici e delle aree circostanti, quando richieste dal contesto operativo.
Parlare genericamente di “150 lux per tutti i magazzini” o di “500 lux per tutte le aree di spedizione” puÃē dunque essere fuorviante: i valori devono essere individuati in relazione alla specifica attività e alla configurazione dell’ambiente.
La conformità del progetto deve quindi essere verificata attraverso una corretta analisi illuminotecnica e non semplicemente attraverso la scelta di apparecchi LED ad alta efficienza.
Illuminazione del magazzino e sicurezza sul lavoro
La progettazione dell’illuminazione deve essere considerata anche nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il D.Lgs. 81/2008, nell’Allegato IV, stabilisce che i luoghi di lavoro devono essere dotati di illuminazione artificiale adeguata a salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori. Lo stesso Allegato prevede che gli impianti di illuminazione siano installati in modo da non rappresentare un rischio di infortunio e che, nei luoghi in cui un guasto dell’illuminazione artificiale puÃē esporre i lavoratori a rischi particolari, sia presente un’illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità .
Un progetto di relamping deve quindi considerare anche gli aspetti legati alla sicurezza, senza confondere l’illuminazione ordinaria con l’eventuale illuminazione di emergenza o di sicurezza.
ROI relamping LED: come calcolare il tempo di ritorno dell'investimento
Per i direttori finanziari, i responsabili tecnici e gli RSPP, la domanda ÃĻ spesso molto concreta: quanto tempo serve per recuperare l’investimento necessario a rinnovare l’illuminazione del magazzino?
Il calcolo del ROI del relamping LED permette di rispondere a questa domanda mettendo a confronto il costo dell’intervento con il risparmio che il nuovo impianto puÃē generare nel tempo.
Il principio ÃĻ semplice: maggiore ÃĻ la riduzione dei consumi e piÃđ elevato ÃĻ il numero di ore di funzionamento dell’impianto, piÃđ rapidamente l’investimento puÃē essere recuperato.
Da cosa dipende il ROI di un relamping LED?
Sono diversi i fattori che incidono sul tempo di ritorno dell’investimento:
- La potenza degli apparecchi esistenti: sostituire vecchie lampade o proiettori con apparecchi LED piÃđ efficienti puÃē ridurre sensibilmente la potenza installata. Il risultato effettivo deve essere verificato in relazione alle prestazioni illuminotecniche del nuovo impianto.
- Le ore di funzionamento: un magazzino operativo su piÃđ turni consuma molta piÃđ energia per l’illuminazione rispetto a una struttura utilizzata solo per poche ore al giorno. Di conseguenza, il risparmio annuale ottenibile puÃē essere significativamente maggiore.
- Il costo dell’energia elettrica: a parità di consumi evitati, un prezzo dell’energia piÃđ elevato aumenta il valore economico del risparmio ottenuto.
- I costi di manutenzione: in un impianto installato a diversi metri di altezza, ogni intervento puÃē richiedere piattaforme o mezzi di sollevamento e personale specializzato. La maggiore durata degli apparecchi LED puÃē quindi contribuire a ridurre anche i costi e i tempi legati alla manutenzione.
- I sistemi di gestione dell’illuminazione: sensori, regolazione del flusso luminoso e accensione programmata possono contribuire a evitare che l’impianto consumi energia quando non ÃĻ necessario, quando le caratteristiche del sito lo consentono.
In quanto tempo si ripaga un relamping LED?
Il tempo necessario per recuperare l’investimento dipende soprattutto da quanto consuma l’impianto attuale e da quante ore rimane acceso.
In un magazzino che lavora su piÃđ turni, ad esempio, la sostituzione di un impianto tradizionale con una soluzione LED piÃđ efficiente puÃē generare un risparmio energetico significativo ogni anno. A questo si possono aggiungere i minori costi legati alla manutenzione e alla sostituzione delle lampade.
Per capire se un intervento ÃĻ realmente conveniente, bisogna tuttavia partire dai dati del singolo impianto: potenza installata, ore di funzionamento, costo dell’energia, numero di apparecchi e costi di manutenzione.
Il risultato ÃĻ un calcolo molto concreto: quanto si investe oggi e quanto si riesce a risparmiare ogni anno grazie al nuovo impianto. Ã proprio dal rapporto tra questi due valori che si determina il tempo di ritorno dell’investimento (Payback Period).
Il ruolo di Eprogea: ESCo certificata per lâefficienza integrata
Per un’azienda che vuole ridurre i consumi del proprio magazzino, il relamping LED significa molto piÃđ che sostituire le vecchie lampade.
Eprogea, ESCo certificata secondo la UNI CEI 11352, segue il progetto partendo dall’analisi dell’impianto esistente fino alla realizzazione della nuova soluzione.
Il primo passo ÃĻ capire quanto consuma realmente l’impianto attuale, quante ore rimane acceso e quali sono i costi di manutenzione. Su questi dati viene progettata la nuova illuminazione LED, verificando che sia adeguata agli spazi e alle attività svolte.
Il progetto comprende quindi:
- analisi dell’impianto di illuminazione esistente;
- progettazione della nuova illuminazione LED;
- simulazione illuminotecnica;
- stima del risparmio energetico;
- calcolo del tempo di ritorno dell’investimento;
- installazione dei nuovi apparecchi;
- gestione e manutenzione dell’impianto.
In questo modo l’azienda non deve limitarsi a chiedersi “quanto costa cambiare le lampade?”, ma puÃē valutare una domanda molto piÃđ importante: “quanto posso risparmiare ogni anno e in quanto tempo recupero l’investimento?”
Eprogea affianca le aziende proprio in questa valutazione, trasformando il relamping da una semplice sostituzione dell’illuminazione in un progetto di efficientamento energetico misurabile.
L’azienda opera inoltre con sistemi di gestione certificati ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 e dispone di personale qualificato per le attività tecniche e impiantistiche.
à proprio questo l’aspetto che puÃē fare la differenza. Un buon relamping non consiste semplicemente nel sostituire le vecchie lampade con i LED, ma nel trovare la soluzione piÃđ adatta alle caratteristiche dell’azienda, ottenendo il miglior equilibrio possibile tra prestazioni, consumi e investimento.
Per un magazzino o un capannone industriale, affidarsi a una ESCo come Eprogea significa quindi poter affrontare il progetto di efficientamento con una visione completa, trasformando un intervento sull’illuminazione in una concreta opportunità di risparmio energetico.
Domande Frequenti - FAQ
Il risparmio dipende dall’impianto esistente, dalla potenza degli apparecchi, dalle ore di funzionamento e dal costo dell’energia. Per questo non esiste una percentuale valida per tutti gli impianti. Un’analisi energetica permette di stimare i consumi prima e dopo il relamping e quantificare il risparmio ottenibile.
Il costo dipende dalle dimensioni del capannone, dal numero e dal tipo di apparecchi da sostituire, dall’altezza di installazione e dalle caratteristiche del nuovo impianto. Per valutare correttamente l’investimento ÃĻ necessario considerare anche i possibili risparmi energetici e i minori costi di manutenzione.
Il tempo di ritorno dell’investimento varia in base ai consumi dell’impianto esistente, alle ore di funzionamento, al costo dell’energia e all’investimento necessario per il relamping. Un magazzino utilizzato per molte ore all’anno puÃē avere condizioni di rientro dell’investimento differenti rispetto a una struttura con un utilizzo piÃđ limitato.
SÃŽ. La progettazione dell’illuminazione dei luoghi di lavoro deve tenere conto dei requisiti applicabili in materia di sicurezza e illuminazione. Per i posti di lavoro interni, un riferimento importante ÃĻ la UNI EN 12464-1. Il progetto deve considerare l’attività svolta, i livelli di illuminamento, l’uniformità e il controllo dell’abbagliamento, oltre agli altri parametri pertinenti.
Una ESCo puÃē valutare il progetto non solo dal punto di vista illuminotecnico, ma anche sotto il profilo energetico ed economico. Eprogea, in qualità di ESCo certificata UNI CEI 11352, puÃē seguire le diverse fasi del progetto, dall’analisi dell’impianto esistente alla progettazione della soluzione LED, fino alla valutazione del risparmio energetico e del ritorno dell’investimento.



